Ordine e difesa
La condanna dell’orefice di Grinzane per aver ucciso i rapinatori ha innescato la solita polemica tra coloro che fanno di Mario Roggero un Michael Kohlhaas dei poveri¹. Viene da questi trascurata e minimizzata minimizzata la circostanza principale: che il gioielliere aveva agito in corso di rapina e per difendere la propria vita e i propri beni. Al contrario, coloro che, proprio per tale ragione (di autodifesa e di reazione al torto e al delitto) ne fanno un esempio degno non solo della grazia, ma del seggio parlamentare. Qual è, delle due tesi contrapposte, la più propizia all’ordine sociale? (o meglio politico-sociale)? A tale scopo occorre premettere che il diritto si basa sulla distinzione (fondamentale) di lecito/illecito. Accanto al diritto c’è sempre l’antagonista, il torto. E il diritto è un’attività pratica, che è vivente in quanto attuata. In questa attuazione, spesso costosa anche per gli attuatori, c’è anche una dimensione etica. Scriveva Benedetto Croce che proprio per questi caratteri apprezzava le tesi di Rudolf von Jhering: “Un altro concetto informa questo scritto dal Jhering: la necessità di asserire e difendere il proprio diritto ancorché con sacrificio del propri interessi individuali innanzitutto per il dovere morale, che comanda di mantenere saldo l’ordinamento giuridico, condizione della vita sociale umana”.
Tale concezione ha trovato scarsa considerazione nell’Italia,........
