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Arbitrato islamico: a Padova la Sharia entra dalla porta di servizio

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08.10.2026

L’avanzata del progetto legato all’islam politico non accenna a fermarsi, sollevando un interrogativo fondamentale che l’Italia non può più ignorare. Per anni la strategia dell’islam politico si è sviluppata attraverso la costante ricerca di intese e la pretesa di rappresentare la comunità di fronte alle istituzioni. Oggi quella parabola cambia pelle, spostando il baricentro dell’azione dalle aule istituzionali direttamente alle aule di tribunale.

A Padova prende forma una Camera arbitrale con un “Tribunale Sciaraitico”, sollevando un interrogativo immediato sulla provenienza dell’autorizzazione. La sede indicata è in via Armistizio 13. Lo Statuto la definisce un’associazione non riconosciuta, costituita ai sensi degli articoli 36 e seguenti del Codice civile, con l’obiettivo di promuovere l’arbitrato nella comunità islamica italiana. Lo Stato rimane estraneo a questa struttura, che non appartiene alla Repubblica né esercita una giurisdizione pubblica. Si tratta di un organismo privato operante nel perimetro dell'arbitrato, uno strumento lecito che non può però creare ordinamenti paralleli.

Il regolamento della Camera arbitrale rende la questione concreta, prevedendo l’applicazione prioritaria dei precetti della Sharia........

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