Málaga vieta gli hotel, ma non costruisce le case
La moratoria della città andalusa promette di difendere i residenti, ma non aumenta l’offerta abitativa: limita gli usi della proprietà e trasforma la scarsità in nuovo potere amministrativo.
Málaga, in Spagna, ha deciso di fermarsi. Il Comune ha avviato una moratoria di tre anni per vietare nuove licenze di hotel, aparthotel e blocchi di appartamenti turistici su terreni residenziali. La misura, dopo i passaggi amministrativi, dovrebbe entrare in vigore con la pubblicazione nel Bollettino ufficiale provinciale. La motivazione è quella ormai consueta: conciliare il successo turistico della città con la possibilità, per i residenti, di continuare a viverci. Formula elegante. Ma la domanda vera è un’altra: perché i residenti non riescono più a trovare casa?
La risposta politica è semplice: troppi turisti, investitori, abitazioni sottratte all’uso ordinario. È una spiegazione comoda, perché offre un colpevole riconoscibile. Ma non è la spiegazione più seria né aderente alla realtà. Il turismo aumenta la domanda. Gli investimenti cercano rendimento. Tuttavia, i prezzi esplodono quando la domanda cresce e l’offerta resta bloccata. Se una città diventa più attrattiva, ricca e desiderata, la soluzione razionale è consentire la produzione di più abitazioni, non congelare usi, licenze e destinazioni.
Il caso di Málaga mostra il fallimento della regolazione a catena. Prima sono state colpite le viviendas de uso turístico. Poi, poiché il mercato non scompare per........
