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Catalogna e Germania, la casa scompare quando lo Stato fissa il prezzo

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05.08.2026

I governi continuano a credere che basti limitare i canoni per rendere più accessibile la casa. La realtà dimostra il contrario: gli affitti rallentano, ma gli alloggi disponibili diminuiscono.

Quando un bene diventa scarso, la politica sceglie quasi sempre la strada più semplice: invece di favorirne la produzione, ne controlla il prezzo. È ciò che sta accadendo in Europa con gli affitti. Ma fissare il canone non significa creare nuove abitazioni. Significa, più spesso, renderle ancora più difficili da trovare. Il prezzo è soltanto il sintomo visibile di un problema molto più profondo: la scarsità dell’offerta. E nessuna legge può eliminare una scarsità semplicemente vietando che essa si manifesti attraverso il mercato.

La Catalogna, in Spagna, ne è oggi uno degli esempi più significativi. Da tempo il governo regionale limita i canoni nelle aree considerate ad alta tensione abitativa. L’obiettivo dichiarato è proteggere gli inquilini. Eppure, i risultati raccontano un’altra storia.

Secondo i dati dell'Institut Català del Sòl, riportati dal quotidiano El País, tra il 2023 e il 2025 gli affitti sono aumentati solo del 3,2 per cento, ma i nuovi contratti sono diminuiti del 19,8 per cento. Lo stesso Dipartimento dell’Economia della Generalitat, ossia dell’insieme delle istituzioni di autogoverno previste dallo Statuto di autonomia, riconosce una perdita di dinamismo del mercato e lo spostamento di parte dell’offerta verso affitti temporanei, camere e locazioni turistiche. A Granollers gli appartamenti restano disponibili pochi minuti, mentre a Tordera molti proprietari preferiscono vendere anziché affittare.

Un’ulteriore conferma arriva da Catalan News, che, richiamando gli stessi dati ufficiali, osserva come il........

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