Falcone, l’ipocrisia e le verità mancanti
C’è qualcosa di stonato nelle commemorazioni dedicate a Giovanni Falcone. Non nella necessità di ricordarlo — quella è sacrosanta — ma nell’unanimità con cui oggi viene celebrato da un Paese che, da vivo, troppo spesso lo lasciò combattere da solo.
A distanza di trentaquattro anni dalla strage di Capaci, Falcone è diventato un simbolo incontestabile. Tutti ne rivendicano l’eredità, tutti ne citano le parole, tutti si dichiarano dalla sua parte. È il destino di molti uomini che hanno servito davvero lo Stato: diventano patrimonio nazionale soltanto dopo essere stati isolati, contestati o abbandonati.
Perché la verità è che Falcone non fu soltanto il magistrato assassinato dalla mafia. Fu anche il magistrato osteggiato da pezzi della magistratura, guardato con sospetto da una parte dell’informazione, criticato da ambienti........
