Norvegia elettrica al 100 per cento, ma il gas salva l’Europa
Il paradosso energetico che svela i limiti della transizione
C’è un’immagine potente che domina il dibattito europeo: un Paese dove quasi tutte le nuove auto sono elettriche. È la Norvegia, laboratorio avanzato della mobilità a zero emissioni. Ma sotto questa superficie virtuosa si nasconde una realtà più complessa – e più istruttiva per l’Europa: mentre elettrifica i consumi interni, Oslo resta uno dei pilastri della sicurezza energetica del continente grazie a petrolio e gas. Non è una contraddizione. È una strategia.
I dati sono chiari. Secondo Reuters e le statistiche della Norwegian Road Federation, nel 2025 le auto elettriche hanno sfiorato il 96 per cento delle nuove immatricolazioni. In alcune mensilità si è arrivati oltre il 97 per cento. Non si tratta più di una transizione: è una sostituzione tecnologica quasi completata sul mercato del nuovo. Ma attenzione: questo non significa che tutto il parco auto sia elettrico. La sostituzione dello stock richiede anni. E soprattutto, non significa che la Norvegia abbia “abbandonato” i combustibili fossili. Li ha semplicemente spostati fuori dai propri confini di consumo.
Qui sta il punto centrale, spesso ignorato nel dibattito ideologico: la Norvegia ha separato il sistema energetico interno da quello esterno. Dentro il Paese, mobilità elettrica, idroelettrico e decarbonizzazione.........
