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La sfida dell’Iran tra energia e deterrenza globale

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24.03.2026

La frase attribuita ai pasdaran può sembrare propaganda estrema. Ma inserita nel contesto degli attacchi alle basi, degli shock energetici e della pressione sullo Stretto di Hormuz, assume un significato più profondo: il tentativo di trasformare il Golfo da retrovia americana a spazio di negoziazione armata. La cautela è necessaria. La formulazione più radicale attribuita ai pasdaran non trova, allo stato, una conferma documentale ufficiale. Tuttavia, ridurla a semplice retorica sarebbe un errore analitico.

Essa si inserisce infatti in una traiettoria strategica coerente con la postura della Repubblica islamica dopo la Rivoluzione iraniana del 1979: profondità strategica indiretta, deterrenza missilistica e guerra asimmetrica. Sul fronte opposto, gli Stati Uniti hanno costruito, dalla Guerra del Golfo del 1991, una rete di basi e infrastrutture militari che costituisce l’ossatura della loro proiezione regionale.

Il conflitto attuale nasce proprio dall’urto tra queste due architetture incompatibili: controllo statico versus logoramento dinamico.

Il 2026 segna un salto qualitativo. Non siamo più soltanto davanti a una crisi tra........

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