La geopolitica delle diaspore smentisce le mappe virali
Tra Stati Uniti e Spagna la realtà è molto più complessa
Nell’era dei social network una mappa può influenzare il dibattito pubblico più di un rapporto statistico di centinaia di pagine. Accade anche con una rappresentazione diventata virale che divide l’America Latina e i Caraibi in due blocchi: da una parte i Paesi i cui emigrati vivrebbero prevalentemente negli Stati Uniti, dall’altra quelli le cui comunità sarebbero più numerose in Spagna.
L’immagine è intuitiva, efficace e facilmente condivisibile. Il problema è che non costituisce una prova. L’analisi delle fonti aperte (OSINT, Open Source Intelligence) dimostra infatti che quella rappresentazione coglie una tendenza reale, ma semplifica eccessivamente un fenomeno molto più articolato. La mappa non indica l’anno di riferimento, non cita alcuna fonte statistica e non spiega il metodo utilizzato per classificare i singoli Paesi. Senza questi elementi, qualsiasi conclusione rischia di trasformarsi in una suggestione grafica anziché in un dato verificabile.
Le stime più autorevoli disponibili, quelle elaborate dalle Nazioni Unite sullo stock migratorio internazionale, raccontano una storia diversa. La variabile decisiva non è il numero di persone che partono oggi, bensì il totale di coloro........
