Dall’esotismo dei Beatles agli algoritmi social
L’India che sfida Hollywood e l’immaginario occidentale
Per oltre un secolo l’Occidente ha guardato il mondo attraverso una lente americana. Hollywood, la musica pop, le piattaforme digitali e perfino il lessico politico hanno trasformato gli Stati Uniti nel principale produttore globale di immaginario collettivo. Oggi, però, quel monopolio culturale appare meno solido. La crisi della globalizzazione liberale, la competizione tecnologica e l’emersione di nuove potenze stanno aprendo spazi a modelli alternativi. E tra questi, l’India è probabilmente il caso più interessante. Nuova Delhi non possiede ancora la forza di penetrazione culturale americana, ma dispone di tre elementi che nessun altro attore asiatico può combinare allo stesso modo: dimensione demografica, lingua inglese e diaspora globale. È su questa triade che si gioca la sua partita geopolitica culturale. L’India, del resto, ha sempre occupato un posto speciale nell’immaginario occidentale. Già i greci la consideravano il limite estremo del mondo conosciuto, una terra di filosofi, asceti e ricchezze favolose. Dopo le campagne di Alessandro Magno, i contatti tra mondo ellenistico e subcontinente si moltiplicarono, alimentando la rappresentazione di un Oriente misterioso e spirituale.
Questo mito è sopravvissuto per secoli. L’India britannica divenne il “gioiello della........
