Le sanzioni presentano il conto a Lukoil
Le sanzioni economiche imposte alla Russia stanno producendo conseguenze significative sui bilanci delle sue principali compagnie energetiche. A dimostrarlo sono i risultati finanziari di Lukoil, uno dei maggiori produttori petroliferi russi, che ha chiuso il 2025 con una perdita netta di circa 1.060 miliardi di rubli, equivalenti a oltre 10 miliardi di euro, dopo aver registrato nell’anno precedente un utile di circa 851 miliardi di rubli. Un’inversione di tendenza alla quale ha contribuito la svalutazione delle attività internazionali della compagnia, contabilizzata per circa 1.667 miliardi di rubli, equivalenti a 17,5 miliardi di euro. Un risultato direttamente collegato alle restrizioni imposte dagli Stati Uniti e dal Regno Unito, che hanno indotto il gruppo russo ad avviare la dismissione del proprio patrimonio estero. Non si tratta, dunque, soltanto di limitazioni alle esportazioni o di difficoltà nelle transazioni finanziarie: le misure restrittive hanno inciso concretamente su investimenti industriali costruiti da Lukoil attraverso decenni di espansione internazionale. La vicenda ha assunto nelle ultime ore una dimensione ancora più interessante. Mentre la compagnia russa cerca di vendere le proprie attività estere, investitori americani e miliardari del Golfo stanno cercando di acquisirle, con il possibile coinvolgimento diretto di un’agenzia federale statunitense.
Al centro dell’operazione troviamo Todd Boehly, il finanziere americano che ha recentemente concordato la cessione della propria partecipazione nel Chelsea e che sta costituendo un consorzio intenzionato ad acquistare gli asset internazionali di Lukoil. Una trattativa che potrebbe trasferire il controllo di importanti infrastrutture energetiche russe a una cordata nella quale figurano capitali privati americani, investitori mediorientali e lo stesso governo degli Stati Uniti. Per comprendere come si sia........
