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I russi scoprono l’odore acre della guerra

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24.07.2026

Per oltre quattro anni il Cremlino ha cercato di convincere i russi che la guerra fosse qualcosa di lontano. Un conflitto combattuto nelle città ucraine, raccontato dalla televisione di Stato come un’operazione militare controllata, senza conseguenze dirette sulla vita quotidiana della popolazione. Quella narrazione sta diventando sempre più difficile da sostenere. Gli attacchi ucraini contro raffinerie, depositi petroliferi e infrastrutture energetiche avevano già provocato carenze di carburante, code ai distributori e difficoltà nei trasporti. Adesso Kyiv sembra avere compiuto un ulteriore passo, colpendo alcuni dei principali centri logistici dell’e-commerce russo. Il 18 luglio, droni ucraini hanno raggiunto due grandi magazzini di Wildberries, a Mosca e nella regione di Tambov. Pochi giorni dopo, altri centri di distribuzione sono stati colpiti nella Russia sudoccidentale. Gli attacchi hanno provocato ingenti danni economici, distruggendo merci destinate a migliaia di commercianti e a milioni di clienti. Per comprendere la portata simbolica e materiale dell’operazione, Wildberries può essere considerata l’equivalente russo di Amazon. È la più grande piattaforma di commercio elettronico del Paese, utilizzata quotidianamente da milioni di persone e da centinaia di migliaia di imprese per vendere e acquistare qualsiasi genere di prodotto: abbigliamento, cosmetici, telefoni, elettrodomestici e componenti tecnologici. Ma attraverso la piattaforma vengono acquistati anche materiali utilizzabili in ambito militare, dai giubbotti antiproiettile ai componenti per droni, fino ai cavi in fibra ottica impiegati nei sistemi senza pilota.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha spiegato che soldati e volontari russi utilizzano Wildberries per procurarsi materiali destinati al fronte. Ma non ha nascosto anche il carattere di rappresaglia degli attacchi. Si tratta, ha affermato, di una “risposta agli attacchi russi contro le nostre infrastrutture........

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