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De Wever vuole trattare con Putin

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16.03.2026

Modus vivendi vigile. Tre parole per tornare a normalizzare i rapporti con la Russia. Che sta vincendo la sua guerra, mentre l’Unione europea sta perdendo una pace che non c’è. E che non vuole (o almeno è l’impressione che dà o addirittura vuole dare, con il pretesto di volersi legittimare come potenza globale indipendente dall’amico americano). Il primo ministro belga, Bart De Wever, dopo aver vinto la battaglia sul “no” alla confisca dei fondi russi al Consiglio Ue dello scorso dicembre, con il sostegno decisivo di Italia e Francia, vuole verificare fino a che punto possono spingersi le sue capacità negoziali, e prova ora ad accreditarsi come mediatore non solo tra le due parti in conflitto, Ue e Russia, ma anche tra le diverse posizioni sulla necessità o meno di continuare la guerra con Mosca, all’interno dei 27. “Che senso ha prolungare questa guerra senza poter ottenere una vittoria chiara e decisiva?”, si è chiesto, intervistato dal quotidiano economico L’Echo. Se ormai è assodato che non si può vincere, sarebbe almeno il caso di creare le condizioni per cadere almeno in piedi.

Nel suo libro Prosperité il primo ministro belga prova a delineare una pressoché urgente strategia di uscita, un “modus vivendi vigile”, appunto, nei confronti della Russia che si traduce nella necessità di negoziare con Vladimir Putin. Ipotesi che nelle cancellerie che contano, ma non in tutte visto che anche lo........

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