Diario di pagine politiche
L’altra sera, mi sono seduto al tavolino d’un bar, a Roma, proprio di fronte all’uscita della Metro “Cipro”. Ma non c’era il mare... se non dentro i miei occhi corsari. E ho iniziato ad osservare le persone, i passanti, il modo di camminare, le gestualità, le scarpe, i vestiti, i volti, gli occhi, gli umori, le ferite, gli sguardi, le attese, i flussi, le andature e molto altro ancora. Ritengo che questo sia un prezioso esercizio politico che ciascuno può sperimentare quando vuole.
Sono stato lì a guardare, ad ammirare, a chiedermi quale fosse lo scopo di tutto questo brulicare, affrettarsi, passeggiare, dirigersi, andare... Mi sono chiesto quale fosse il significato di tutto questo e ho avuto........
