Scontri a Bologna: se il tribunale “del popolo” sostituisce i magistrati
Ormai è chiaro che la violenza di piazza scoppia ogni volta che emergono errori, crimini, scandali o violenze che coinvolgano le Forze dell’ordine o qualsiasi soggetto non gradito dall’opposizione extra parlamentare (ma che è comunque culturalmente legata al Campo Largo, e questo è un altro problema). La violenza organizzata e sempre pronta a esplodere − che sia a comando di qualcuno o per motivi propri e incontrollabili − non spiega però la causa che sta a monte della perseveranza della violenza politica di piazza, intesa come macchina da guerra per contenere (o per gestire) i gruppi sociali della resurrezione del “Ce n’est qu’un début: continuons le combat”. Chissà perché poi chi usa la violenza di massa (per piccoli che siano i gruppi coinvolti) si dichiara “pacifista”. Forse perché il “pacifismo” è solo una copertura per raccogliere qualche consenso? Allora aveva ragione Marco Pannella quando sottolineava che c’è una differenza abissale e........
