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Mascherine anti covid, come mai non parte un’inchiesta?

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25.06.2026

Domenico Francesco Arcuri, già Amministratore Delegato di Invitalia, Telco, Deloitte Consulting e Marconi communication, dal 2020 al marzo 2021 fu nominato Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’epidemia di Covid-19.

La Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, attiva da circa un anno, ha rilevato che la struttura guidata da Domenico Arcuri (governo M5s-Pd-Liberi e Uguali) pagò forniture di mascherine cinesi a un costo circa tre volte superiore al prezzo di mercato del periodo, con denunce che parlano anche di 880 milioni di mascherine contraffatte, pagate 1,25 miliardi, acquistate a 3-4 volte il prezzo di mercato.

Parallelamente, sono emerse testimonianze di aziende italiane che si erano riconvertite alla produzione di mascherine e che sostengono di aver offerto forniture certificate a prezzi competitivi ˗ in un caso citato, 0,20 centesimi contro l’1,20 euro pagato a fornitori esteri ˗ senza ricevere ordini.

Un cittadino normale si chiederà come mai, nonostante i rilievi sui costi pagati, ampiamente fuori mercato, nulla sia emerso sotto il profilo giudiziario. In breve: dov’era la magistratura, e dov’era la Corte dei conti?

Una prima risposta ai quesiti si ha notando lo scarso rilievo fornito dai media italiani sul fatto (certo, si può pensare ai “buoni” rapporti tra il Campo Largo e i diversi soggetti preposti all’informazione. Del resto viviamo in un Paese in cui Alessandro Barbero è considerato uno “storico”.

La seconda risposta consiste........

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