Electrolux, il manifesto della deindustrializzazione europea
Sono 1.719 i licenziamenti previsti dal piano di Electrolux: 994 operai e 725 impiegati. I tagli riguarderebbero tutti gli stabilimenti: Susegana, Porcia, Solaro, Forlì e Cerreto d’Esi. Per quest’ultimo stabilimento è prevista la chiusura. È quanto emergerebbe dal piano illustrato dall’azienda al tavolo al Mimit. L’industria europea sembra essere al tramonto. Era il luogo dove il Novecento costruiva benessere, ascensore sociale, classe media, dignità. C’erano le tute blu, le sirene all’alba, le mani sporche di grasso e il frigorifero acceso in cucina come simbolo di una prosperità conquistata pezzo dopo pezzo. Oggi quel mondo entra in una slide di Electrolux e fa paura. Dodici stabilimenti europei dell’elettrodomestico chiusi o in chiusura dal 2024. Perché? Acciaio europeo più caro del 31 per cento rispetto alla Cina. Energia quasi doppia rispetto all’Asia. Manodopera fino a otto volte superiore ai concorrenti asiatici. Ecco il manifesto della deindustrializzazione europea. C’è una frase, nelle carte presentate al Mimit, che suona come un epitaffio:........
