Guerre di ritorsione: tritolo a perdere
Ma, come funzionano dunque, le nuove “guerre infinite”, tra le quali sono annoverabili gli attuali conflitti Iran-Usa e Israele-Hezbollah? Parliamo, innanzitutto, del loro contenuto, per così dire, “escatologico”, dato che il tutto si presenta da sempre con una forte connotazione religiosa. La prima, infatti, riguarda la guerra millenaria Islam-Occidente, di cui oggi gli ayatollah iraniani e i loro snodi libanesi sciiti (così come l’Isis) non sono che l’ultima versione della Storia. Usa e Israele infatti sono dal 1948 identificati come il Grande e il Piccolo Satana: così tanto per rendere eternamente inconciliabile un dialogo tra le due entità nemiche, visto che l’una deve eliminare l’altra per poter sopravvivere. Cristianesimo ed Ebraismo, da un lato, e Islam dall’altro, sembrano verosimilmente destinati a odiarsi per l’eternità, irridendo il sogno ecumenico del Concilio Vaticano II per un dialogo interreligioso fruttifero e cooperativo. Paradossalmente, è stato proprio il nostro straordinario successo tecnologico (web social) a rendere possibile l’avvento planetario del radicalismo islamico, in quanto ha diffuso in tutto il globo terracqueo le clip, i filmati e i proclami dei gruppi oltranzisti e fondamentalisti islamici. La guerra digitale delle parole (che in un solo istante collega i punti opposti della Terra) ha fatto premio sui fucili, conquistando la cosa più difficile di tutti ad addomesticare: le menti e le anime. Così, gli sconvolgenti filmati degli effetti dei bombardamenti israeliani a Gaza su insediamenti civili hanno in un baleno “slatentizzato” (cioè, reso visibile che era silente) in tutto il mondo un odio diffuso per il sionismo e per il Governo di Israele, trascinato in guerre infinite che lo Stato ebraico non potrebbe mai vincere, anche commettendo un vero e proprio genocidio nei confronti dei suoi vicini arabi. Anche........
