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“Uberizzazione” del crimine: l’Armata minorile

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20.05.2026

Quanti capitoli ha il “Romanzo criminale” di questi tre primi decenni sempre più tormentati del XXI secolo, con il ritorno travolgente delle guerre e del diritto della forza, nel nuovo multipolarismo globale? Di sicuro, quello che rischia di essere il più lungo e drammatico di questi capitoli è proprio la crescita vertiginosa della delinquenza minorile, in cui in nazioni europee come Francia, Inghilterra e Italia, la parte del leone la fanno i giovani immigrati di seconda e terza generazione, che si chiamino come le bande italiane dei “maranza” o dei “beur” francesi, o delle street gang londinesi, che passano indifferentemente dai “casseurs” e “black bloc”, alle mille vie pestilenziali dalla droga. Partiamo dalle cronache d’Oltralpe, ritenendole sufficientemente rappresentative di un vastissimo sottobosco della criminalità minorile, favorita dai traffici e dallo spaccio di droga. Un processo degenerativo quest’ultimo alle cui radici si ritrovano fenomeni negativi di massa, come la sempre più consistente dispersione scolastica, l’elevata disoccupazione giovanile e la letterale esplosione delle famiglie monoparentali. Un quadro quest’ultimo di disagio, violenza e degrado che sta alterando il paesaggio socio-antropologico delle grandi e medie realtà urbane occidentali. Il conservatore Le Figaro ha dedicato negli anni lunghissime inchieste e reportage all’approfondimento del disagio minorile e delle crescenti marginalità urbane, diretta conseguenza dei fenomeni migratori sfuggiti a ogni controllo a causa dell’immigrazione aperta (il cui epifenomeno è costituito dall’arrivo di minori non accompagnati), che in Germania ha decretato il successo delle destre e della loro strategia anti-immigrazione, nota come........

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