“Mandragola”: Romeo e Giuditta
La Mandragola, commedia agrodolce di Niccolò Machiavelli, va in scena (fino al 19 aprile) al Teatro Quirino “Vittorio Gassman”, per la rivisitazione curata dalla regia di Guglielmo Ferro. La sua attualizzazione in chiave moderna riguarda sia i costumi che la scenografia, dominata da uno schermo gigante a più riquadri che occupa l’intera parete di fondo, in cui è proiettato un enorme acquario affollato di squali (i profittatori del mondo intero, in metafora), alternato da immagini delle moderne Gotham City sparse nel mondo, in cui lussuria, denaro e corruzione costituiscono il carburante che illumina le luci dei grattacieli e muove in terra gli affari, soprattutto quelli sporchi. Niccolò Machiavelli ambienta la storia nella Firenze del 1504, mentre Ferro la colloca nell’attualità, facendo indossare ai personaggi “laici” eleganti vestiti di sartoria. Ciascun ruolo, tuttavia, rispetta la matrice originaria, per carattere e misura morale, del testo machiavelliano, anche se la recitazione è talvolta caricata di eccessiva gestualità, come accade nel caso di Marco Imparato che interpreta Callimaco. A messer Nicia (Massimo Venturiello) è invece affidato il doppio ruolo di voce narrante fuori scena, oltre a quella rituale di becco cosciente per un superiore fine riproduttivo. Sostanzialmente, la Mandragola è una commedia degli........
