menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Ted Sorensen, l’uomo che scriveva il potere

27 0
04.06.2026

C’è una frase che ha attraversato il Novecento politico e continua ancora oggi a riecheggiare nelle democrazie occidentali: “Non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te, ma cosa tu puoi fare per il tuo Paese”. È il cuore del discorso inaugurale del 1961 di John F. Kennedy, ma dietro quelle parole c’era una mente meno visibile, eppure decisiva: Ted Sorensen. Sorensen non era un politico nel senso tradizionale del termine. Non era eletto, non appariva davanti alle folle, non cercava il consenso diretto. Eppure, fu uno degli uomini più influenti della politica americana degli anni Sessanta. Il suo potere risiedeva nella parola. Non quella improvvisata o gridata, ma quella costruita con precisione quasi giuridica, capace di trasformare un’idea in visione, una decisione in consenso, una leadership in mito. Nato nel Nebraska nel 1928, figlio di un procuratore generale vicino al riformismo........

© L'Opinione delle Libertà