Quando Carlo Bernini intuì le incognite del dopo muro
Il 10 febbraio 1990, mentre l’Europa cercava ancora di comprendere la portata storica del crollo del muro di Berlino, all’Hotel Sheraton di Padova si svolse un convegno destinato a rappresentare uno degli ultimi grandi momenti di riflessione strategica della Democrazia cristiana. Il titolo era una domanda tanto semplice quanto impegnativa: “Per chi soffia il vento dell’Est?”. A oltre 35 anni di distanza, quell'iniziativa appare come una fotografia di un mondo che stava cambiando velocemente. I regimi comunisti dell’Europa orientale erano crollati uno dopo l’altro, Achille Occhetto aveva appena annunciato la svolta della Bolognina e il sistema politico nato nel secondo dopoguerra sembrava avviarsi verso una trasformazione epocale. Eppure, tra i protagonisti di quella giornata, vi fu chi cercò di guardare oltre l’entusiasmo del momento. Quel protagonista fu Carlo Bernini.
Ministro dei Trasporti nel sesto governo Andreotti, già presidente della Regione Veneto e figura emergente della nuova generazione democristiana, Bernini ebbe il compito di aprire i lavori con una relazione destinata a diventare il documento politico più significativo dell’incontro. La scelta non fu casuale. Arnaldo Forlani vedeva in lui uno degli uomini più promettenti del partito:........
