L’Europa senza Costituzione: un progetto incompiuto che non fa più sognare
Nel corso della sua storia recente l’Unione europea ha rappresentato una delle più straordinarie innovazioni istituzionali e politiche della modernità. Nata dalle macerie della Seconda guerra mondiale come progetto di pace e cooperazione economica, l’integrazione europea ha progressivamente assunto forme sempre più complesse, fino a trasformarsi in una costruzione politica sovranazionale senza precedenti. Eppure, proprio nel momento in cui le sfide globali – geopolitiche, economiche, tecnologiche e militari – richiederebbero un’Europa più forte, più unita e più capace di agire, l’Unione appare oggi come un soggetto politico incompiuto. Il nodo principale di questa incompiutezza è noto: l’Unione europea non è uno Stato federale, ma non è neppure una semplice organizzazione internazionale. È, per usare la celebre definizione di Jacques Delors, un oggetto politico non identificato. Questa ambiguità istituzionale, che per decenni ha rappresentato una forma di compromesso funzionale tra sovranità nazionali e integrazione, oggi costituisce invece il principale limite politico del progetto europeo. Senza una vera Costituzione, l’Europa resta inevitabilmente un soggetto debole.
L’Europa dei trattati: una costruzione tecnocratica
L’architettura dell’Unione si fonda su una serie di trattati progressivi – da Roma a Maastricht, da Amsterdam a Lisbona – che hanno ampliato competenze, istituzioni e strumenti di integrazione. Tuttavia i trattati sono, per loro natura, accordi tra governi. Non producono automaticamente una comunità politica. Qui si colloca uno dei paradossi fondamentali dell’Europa contemporanea: l’integrazione economica e normativa è avanzata molto più rapidamente dell’integrazione politica e simbolica. Il mercato unico, la moneta comune, la regolazione giuridica sovranazionale hanno creato una straordinaria macchina amministrativa e regolativa; ma non hanno generato una vera cittadinanza politica europea capace di suscitare appartenenza e mobilitazione democratica. Il fallimento del progetto di Costituzione europea nel 2005 – respinto nei referendum in Francia e nei Paesi Bassi – ha segnato uno spartiacque. Da quel momento il processo di integrazione ha assunto una natura........
