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Le ragioni di una sconfitta della democrazia liberale

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24.03.2026

Il referendum che si è concluso ieri non è soltanto un episodio politico contingente, ma è un passaggio rivelatore dell’humus culturale e ideologico presente in Italia. Per comprendere cosa ha reso possibile la vittoria del no, per cercare di comprenderne le ragioni, bisogna infatti considerare che non si tratta di una sconfitta maturata, come molti tendono a pensare, solo negli ultimi mesi, ma che affonda le sue radici in almeno mezzo secolo di storia culturale italiana. Una riforma come quella sulla separazione delle carriere, che in molte democrazie occidentali rappresenta un assetto ordinario, è stata percepita da una larga parte dell’opinione pubblica come un rischio, come una minaccia, se non addirittura come un tradimento della nostra Costituzione. Questo scarto tra contenuto tecnico e percezione collettiva non è casuale: è il prodotto di un lungo lavoro culturale che ha progressivamente orientato il modo in cui intere generazioni interpretano la giustizia, lo Stato e il rapporto tra i poteri previsti dallo Stato liberale.

Almeno dal movimento contestatario del 1968-1969 si è formato un immaginario collettivo nel quale figure e simboli legati al comunismo internazionale venivano spesso presentati in modo indulgente, quando non apertamente idealizzato e positivo, mentre mancava quasi del tutto una riflessione critica sulla natura autoritaria di quei regimi e sulle loro responsabilità storiche. Non si trattava di un fenomeno uniforme, ma abbastanza diffuso da contribuire a creare un clima culturale nel quale alcune categorie interpretative diventavano egemoniche. Nonostante parentesi anche lunghe, quel clima è ancora presente in molte scuole e in molte università italiane, e non è possibile comprendere questa circostanza senza richiamare alla memoria la teoria dell’egemonia culturale elaborata da Antonio Gramsci. Nei Quaderni del carcere Gramsci osservava infatti che “ogni rapporto di egemonia è necessariamente un rapporto pedagogico”, sottolineando come il potere si costruisca prima di tutto nella capacità di orientare la formazione delle coscienze. Questa egemonia, che........

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