menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Non ci sono più gli anarchici di una volta

21 0
23.03.2026

Gli anarchici Alessandro Mergogliano e Sara Ardizzone, pace all'anima loro, sono morti mentre confezionavano ordigni mortali nel Parco degli Acquedotti a Roma. Gli esplosivi con aggiunta di chiodi miravano evidentemente a devastare, ma anche e soprattutto ad uccidere persone colpevoli di trovarsi nei pressi dell’esplosione. Il copyright dell’attentato bombarolo da secoli appartiene alla “A” di Anarchia, i cui militanti meno ignobili e più coraggiosi, però, non miravano alla strage, limitandosi, invece, ad attentare al tiranno, al re, all’imperatore, all’inquisitore. Uno contro uno, insomma, e con fatale, consapevole, stoico sacrificio dell’attentatore. Giovanni Passannante cercò invano di ammazzare il Savoia, beccandosi ergastolo e manicomio; Pietro Acciarito, attentatore totalmente incapace, inadeguato pure a schiacciare una mosca, si buscò lavori forzati a vita e sette anni di segregazione cellulare; Gaetano Bresci colui che, infine, riuscì ad uccidere Umberto I, si suicidò in carcere, ma probabilmente fu suicidato.

L’uso di esplosivi è, invece, tipico........

© L'Opinione delle Libertà