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A dir la verità: l'italiano sa fare l'amore, non la guerra

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28.09.2026

All’attenzione del ministro Guido Crosetto. Ci spariamo addosso. Quattro militari italiani in missione in Lettonia sono rimasti feriti, purtroppo uno è grave, non da un drone russo, ucraino, iraniano. Avevano lasciato aperto il portellone del “Dardo”, veicolo corazzato, quando è arrivato un colpo di mitraglia partito accidentalmente da un altro “Dardo” italiano. Altro che “fuoco amico”: qui siamo al fuoco patriottico imbranato. Nessuna meraviglia, visto che non possiamo vantare una grande tradizione militare. E chissenefrega, arrendersi è spesso l’opzione più sensata.

I francesi si arresero ad Hitler prima di subito. Philippe Petain, da una parte, Charles De Gaulle, dall’altra, ecco la garanzia che la Francia si sarebbe comunque assisa al tavolo dei vincitori. Nel 1859, migliaia di soldati francesi combatterono e morirono per far grandi i Savoia. Massoneria europea e finanzieri inglesi moltiplicarono e resero vincenti gli ardimentosi Mille, militarmente destinati al sacrificio. Mafia e camorra diedero più di una mano a Bixio e Garibaldi. Con gli spiccioli dei Rothschild ed altri banchieri della City di Londra, come Carl Joachim Hambro, vennero corrotti gli ufficiali, che avrebbero potuto spazzar via le camicie rosse e che, invece. tradirono il loro re, Francesco II. Dai moti del 1820-21 sino alla proclamazione del Regno (1861), solo 6.000 italiani – su una popolazione complessiva, compresi i territori ancora non annessi, vicina ai 30 milioni – tra carbonari, mazziniani, volontari e soldati regolari, persero la vita, combattendo per la patria.

L’Italia ha pur prodotto singoli sublimi eroici, non grandi armate e tantomeno comandanti affidabili. La Terza guerra d’Indipendenza fu tragicamente ridicola, per terra e per mare. Alla fine, a furia di perdere, guadagnammo Veneto, Mantova e una porzione del Friuli solo grazie alla Prussia, nostra alleata. La........

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