menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Santorini e il signor Bellini

12 0
10.07.2026

Santorini è un’isola senza mare. Una meravigliosa cartolina bianca e celeste, con infinite sfumature di blu, dove il blu è un’aristocrazia mediterranea liquida che impone di guardare dall’alto con occhio adorante e non bagnarsi mai. Pochissime spiagge, bruttine, con sabbia nera, lavica, soprattutto a sud-est, la parte che non interessa a quei turisti che pagano per vedere un tramonto. Il tramonto è a Oia, a Imerovigli, a Thira, il capoluogo. Quasi tutti i preziosi ristoranti e cocktail-bar hanno sunset nel nome, perché è quello che conta, e che si paga, tanto, tanto. I filosofi del turismo ellenico hanno coniato l’espressione mykonisation per quelle isole che rinunciano alla propria grecità pur di gareggiare nelle classifiche del lusso puro: Santorini vende aria ai ricchissimi, ma pure a chi ha trascorso un inverno di risparmi e rinunce per vivere una commedia di cui non potrà mai essere protagonista, e nemmeno comparsa, solo spettatore.

Gli hotel in senso classico sono relativamente pochi, perché questa non è terra da monumentali cinque stelle. La punta magica dell’isola è una spruzzata di suite cicladiche bianchissime, orientate a occidente (che bella contraddizione!) perché l’alba non importa a nessuno. Una quindicina d’anni fa erano apparse le prime villette, mille euro a notte, con micro-piscine private o l’idromassaggio........

© L'Opinione delle Libertà