L’adunata dell’Anm: il terzo potere si è fatto politica
Il partito dei magistrati. Lo hanno detto, lo hanno fatto. L’Associazione nazionale magistrati sabato scorso si è riunita in assemblea con un unico argomento all’ordine del giorno: la discussione sui punti programmatici per la sua azione futura. Anche nella forma, un vero e proprio partito politico. E se la campagna referendaria è finita, a qualcuno potrebbe venire il sospetto che si debba lanciare la campagna elettorale.
Dalla “bottarella al governo” alla “carenza di educazione civica di chi ha sostenuto il Sì” passando per la “muraglia costituzionale” condita con pensieri su un presunto genocidio palestinese e con la beatificazione di Gratteri: “ringraziamenti dovuti rispetto alla sua operazione verità” nonostante sia proprio il super pm di Napoli ad aver letto in diretta televisiva una intervista falsa di Giovanni Falcone in cui nel ‘92 si sarebbe dichiarato contrario alla separazione delle carriere e nonostante abbia rincarato la dose buttando nel calderone del populismo una querelle elettoralmente utilissima (e non per questo meno indegna) basata su un teorema menzognero e assai poco edificante sul presunto rapporto SI/Territori ad alta densità mafiosa, NO/cittadini onesti.
Insomma la sagra della propaganda marcatamente ideologica, delle bugie e della rivendicazione di casta. Questo è stato il tenore dell’incontro di Roma e di alcune esternazioni simbolo delle toghe sulla retorica ormai consolidata dell’essere stati decisivi nello “sventare l’attacco all’indipendenza della magistratura”.
Ma già all’indomani del referendum le note ufficiali di Anm avevano assunto toni preoccupanti. Nelle dichiarazioni si parlava di “Un bel giorno per il Paese”, del fatto che il risultato referendario non fosse un punto di arrivo ma un punto di partenza, si rivendicava un ruolo centrale nella fantomatica difesa dell’indipendenza della giurisdizione e della Costituzione. Non solo: l’Anm ha dichiarato (e continua a farlo, lo abbiamo visto sabato) di voler essere parte attiva nella scrittura di un nuovo assetto della giustizia in........
