Sudan: il fallimento della dittatura islamica e della comunità internazionale
Il fallimento catastrofico degli interventi delle varie “comunità internazionali” negli scenari di crisi, si manifesta nella quasi totale assenza nella protezione delle persone più vulnerabili. Un rapporto reso pubblico la settima scorsa ed elaborato dal Consiglio danese per i rifugiati, Drc, mostra una previsione degli sfollati a livello planetario in aumento di oltre quattro milioni sia per questo anno che per il 2027. Almeno 117 milioni hanno dovuto lasciare la propria terra, va inoltre considerato quel milione e mezzo di libanesi sfollati dall’inizio di marzo. Sempre la Drc ha attestato che nel 2025 c’è stato un aumento delle violenze sulla popolazione in aree critiche di quasi il 15 percento rispetto all’anno precedente.
Le aree dove tali violenze dilagano vanno dal Myanmar al Sudan, e gravano soprattutto sui civili, donne e adolescenti in particolare. Vengono distrutte indiscriminatamente le strutture sanitarie, ospedali e luoghi di cure e assistenza che anche se poco organizzati sono fondamentali per una popolazione senza alcuna risorsa.
Il fenomeno degli sfollati in Sudan ha raggiunto livelli che superano i parametri del significato di catastrofe umanitaria; oltre quattordici milioni di persone che hanno lasciato la propria terra per migrare in luoghi difficilmente più sicuri, divisi tra quasi sei milioni di sfollati oltre frontiera e il restante interni ai confini del Paese. In Sudan, a tre anni esatti dall’inizio della guerra civile, non si scorge il minimo segno di una tregua, ma altrettanto sono poco intuibili gli obiettivi che hanno in programma le due fazioni contendenti. Tre anni dove il comune denominatore è stata la crudeltà; un conflitto foraggiato da nazioni straniere che........
