Iran: il silenzio della cyberguerra
A fine settimana scorsa si è verificato un attacco informatico diretto alla posta elettronica del direttore della Federal bureau of investigation (Fbi), Kash Patel. L’operazione di sabotaggio è stata rivendicata da uno dei gruppi hacker più attivi nell’attuale panorama di conflitti, denominato Handala. Una guerra ovattata dove il gruppo Handala si sta distinguendo nel fitto scenario di sabotatori informatici, essendo uno dei più attivi dall’inizio degli attacchi israelo-statunitensi all’Iran, e che risulta legato fortemente ai servizi segreti della Repubblica islamica. In pratica, come riportato da molti media statunitensi tra cui la Cnn, gli hacker del gruppo Handala avrebbero penetrato le barriere di protezione informatica della posta elettronica di Patel, quindi probabilmente difesa dai sistemi Fbi, rendendo pubbliche le corrispondenze del funzionario, mostrando foto, documenti, conversazioni scambiate con interlocutori vari. Tuttavia, un portavoce del Fbi ha confermato la penetrazione degli hacker, ma anche sottolineato che la documentazione rubata e resa pubblica era precedente alla nomina di Patel a direttore dell’Agenzia; sminuendo l’operazione di hackeraggio iraniana, ma chiaramente solo a scopo propagandistico.
Da parte sua il gruppo Handala ha confermato, tramite una comunicazione su vari social, di essere l’artefice dell’attacco all’account e-mail di Patel, aggiungendo che è stato un atto di rappresaglia contro la Fbi che due giorni prima aveva........
