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Ceuta: non solo una questione migratoria

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04.08.2026

Il caso Ceuta, l’enclave spagnola ubicata nel perimetro geografico del Marocco (come Melilla), abbraccia molteplici aspetti: politica nazionale, rapporti internazionali, Schengen, la questione del Fronte Polisario e Sahara occidentale, l’idea, utopistica, di Fortezza europea, e non ultimo il dilagare di migranti di religione islamica in zona europea. Quindi l’utilizzo di migranti come arma ibrida per pressare su questioni diplomatiche e altro? Intanto questa modalità di lotta ibrida è stata nel tempo sistematicamente usata; ricordo che l’autocrate turco Recep Tayyip Erdoğan, nel 2015, ha utilizzato cinicamente il popolo della Siria sfollato dal Paese causa Isis (2013), come arma per estorcere all’Europa enormi somme di denaro in cambio di frenare l’invasione verso i confini “europei”, ma anche successivamente in più fasi ha usato i migranti come arma di ricatto verso l’Europa. Così, nel 2021 e nel 2023, anche Vladimir Putin e il suo vassallo presidente della Bielorussia, Aleksandr Lukashenko, hanno utilizzato migranti afghani, siriani, iracheni, totalmente di regione islamica, come strumento per tentare di tenere l’intera Europa in scacco, minacciando di ammassarli ai confini della Lituania, Lettonia, Estonia, Polonia e soprattutto impensierire la Germania.

Ma il caso Ceuta tocca altri aspetti; tra questi non va esclusa l’intenzionalità delle autorità marocchine di avere esercitato una azione vocata a “castigare” la Spagna dopo che, il 20 luglio,........

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