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Arabia Saudita-Usa: un progetto nucleare dai profili confusi

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27.07.2026

La questione nucleare, per evidenti e diversificati motivi, esercita eccitazione sia sulla massa che sui leader, ma in questo ultimo periodo la sua strumentalizzazione ha toccato aspetti mai riscontrati in precedenza. Così il programma nucleare iraniano è stato uno dei principali pretesti per giustificare la dissociata guerra in corso tra Washington e Teheran, iniziata il 28 febbraio scorso. Da parte sua il regime iraniano ha sempre sostenuto di non voler dotarsi di armi nucleari, collocando il diritto all’arricchimento dell’uranio nel quadro di una questione che concerne la sovranità nazionale. Ma è noto quanto il tirannico e crudele regime pseudo teocratico usi, come altri “sistemi statali”, la menzogna sia come sistema di difesa che come prassi comunicativa e negoziale. Ora il presidente Donald Trump, con qualche problema di disorientamento che gli impedisce di immaginare come uscire dal pantano iraniano, estrae dal suo fantasioso cilindro la possibilità di concedere al nemico giurato dell’Iran sciita, ovvero all’Arabia Saudita, sunnita wahabita, la possibilità di avviare la costruzione di centrali nucleari nella penisola. Infatti Riad, o meglio il quarantenne Moḥammad bin Salman Al Saud figlio del Re Salman, classe 1935, ha avuto il via libera da Washington per il suo programma nucleare civile.

Ma come se non bastassero gli incerti tratti che caratterizzano cronicamente la “questione mediorientale”, in modo ancora più evidente anche in questi ultimi tempi, la dichiarazione rilasciata giovedì scorso da Trump, circa l’annuncio dell’accordo sul nucleare con Riad, ha........

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