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Accordi di Abramo: tra alleanze e guerre

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16.09.2026

Si possono definire utili alla pace in Medio Oriente gli “Accordi di Abramo”? Questi “accordi” nascono per la normalizzazione dei rapporti tra Israele e i Paesi arabi, ma alla luce di quanto sta accadendo nella regione sembra che abbiano incoraggiato i conflitti piuttosto che pacificare. Intanto lo scenario generale degli Accordi, anche se professa la normalizzazione dei rapporti, meglio si colloca in accordi di non aggressione, o anche di desiderio di “protagonismo o centralismo” e cooperazione economica come nel caso del Sudan come era nel 2021, dal 2023 rappresenta l’apice della catastrofe umanitaria. Difatti oltre i patti del settembre 2000 che hanno sancito la normalizzazione delle relazioni tra Israele, Emirati Arabi Uniti e il Bahrein, sottoscritti sotto l’autorità del primo mandato di Donald Trump, a cui fanno seguito a distanza di pochi mesi gli accordi con Sudan e Marocco, lo spirito di questa operazione ha le sue radici nei trattati di pace di Israele con l’Egitto nel 1979 e con la Giordania (1994).

La pace con l’Egitto avviene dopo quattro conflitti che vanno dal 1956 (Suez), al 1973 (Kippur), dove lo Stato israeliano ha generalmente manifestato una superiorità militare anche schiacciante. La Giordania sconfitta nella “Guerra dei sei giorni”, insieme all’Egitto nel 1967, ha sancito con tempistiche necessarie, la pace, di fatto con una potenza sovrastante dal punto di vista militare. Quindi, in questi ultimi due casi la........

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