Taccuino estivo. Che fastidio liberale!
Sembrava che quest’estate sarebbe stata orfana di un tormentone musicale. Segno dei tempi, si pensava. Ed invece Ditonellapiaga con il suo Che fastidio (terza classificata a Sanremo, con 28 milioni di ascolti su Spotify e quasi 392 milioni di audience nei passaggi radiofonici certificati da EarOne ha battuto tutti i record) ci traghetta da un caldo luglio, verso un agosto che ci si augura sia proprio come lo desidera e lo immagina chi sta leggendo questo Taccuino.
Suggestionati dalla lista delle cose che provocano fastidio alla nostra bella e brava pop singer, perché non provare a giocare un po’ e stilare la lista dei nostri fastidi liberali? La cronaca ed il gossip sono così ricchi da dare quasi infinite opportunità di partecipazione al gioco.
1) La storia della scelta del nuovo ct della nazionale di calcio ha tenuto banco in questa settimana, quale tema leader su molto altro di serio ed importante. Alla fine, verrebbe da dire che se fai parte del circolo giusto, tutto finisce per il meglio. È stata la dimostrazione di come vanno certe cose in questo Paese: dove chi sta nel posto giusto al momento giusto, viene scelto come leader e sceglie. Agli altri non resta che cambiare circolo.
Al netto di quello che si può pensare dei singoli nomi e delle singole vicende personali (Guardiola si, anche se costava uno sproposito, peccato abbia detto no. Eppure non abbiamo trovato nessuno che ci abbia raccontato il perché di quel no. Mancini è ok, perché costa molto meno di Guardiola, e poi avrebbe chiesto scusa, come certi fidanzati che prima ti lasciano ad un mese da matrimonio, poi tornano, chiedono scusa e pensano che tutto tornerà come prima, anche per gli invitati ˗ leggasi tifosi ˗ che all’epoca avevano tante speranze, si erano comprati l’abito delle nozze, avevano mandato il regalo). Diciamo una cosa: prima di tutto le scuse le meritavano per primi squadra e tifosi e poi, anche il datore di lavoro. Non si sperava addirittura in un beau geste, ad esempio comprando una pagina dei maggiori quotidiani (con 75 milioni di ingaggio ricevuti negli anni passati a seguito dalla fuga dall’Italia, vuoi che non si riuscisse spendere qualche migliaio di euro per chiedere scusa alla nazione e alla nazionale?), ma almeno un comunicato ufficiale chiaro, preciso ed esaustivo, un post, un tweet, un afflato, un respiro... ed invece nemmeno un vero, denso e sentito ciao alla stampa (se non pagando, pare). Obliamo sulla storia di Pirlo per carità di patria, perché la storia vera e significativa è che uno sportivo “attivo, aspirante CT della nazionale di calcio italiana, sia global Ambassador di un sito di scommesse che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli considera un operatore non autorizzato in Italia (ne ha disposto peraltro l’oscuramento dei domini e avviato verifiche sulle attività promozionali). Tutto ciò appare davvero poco elegante e ancor meno elegante appare la invocata incompatibilità di ruolo tra il lavoro di Pirlo padre e Pirlo figlio (anche se formalmente non ha ancora fatto l’esame) e idem in casa Maldini. Ma è andata come è andata, ed ora che le scelte sono state fatte e le dimissioni di taluni protagonisti di questa vicenda sono state incassate, il vero nodo dolente (e forse gordiano) rimane la formazione: dicono che non ci sono più campioni in Italia, e la querelle di questi giorni non aiuta a capire come tale grave problema lo si voglia risolvere, e si voglia ipotizzare di riuscire a qualificarsi alle prossime competizioni internazionali.
Il tutto mentre altri sport (considerati minori da molti punti di vista a partire dai soldi: che ci girano intorno, che veicolano, che guadagnano gli atleti che li praticano e vincono) portano l’Italia ai vertici mondiali. Nei giorni in cui si consumava lo psicodramma dei vertici calcistici (con la ciliegina ˗ polemica ˗ gentilmente offerta dal ministro per lo sport) l’Italia di volley femminile purtroppo non superava la semifinale delle VNL 2026, ma comunque portava a casa un bronzo, guadagnato battendo la Cina; la nazionale di scherma ai Mondiali di Hong Kong 2026 ha portato già a casa 3 ori e 4 argenti; il nuoto........
