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Sinistra pro Barghouti: è davvero troppo

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23.01.2026

Questa sinistra nostrana adesso comincia a fare paura. Perché? Il discorso è complesso ma merita di essere affrontato. Non sempre tutto può essere spiegato – e giustificato – con la tesi bislacca secondo cui quando si è all’opposizione si possa dire la qualunque mentre quando si è al governo del Paese sia tutta un’altra musica. Vi sono scelte che concorrono a definire in modo netto l’identità profonda di una compagine pluripartitica. Ciononostante, gli italiani, spesso disattenti sulla natura e sulle intenzioni dei rappresentanti politici a cui affidano il proprio destino individuale e collettivo, devono sapere con chi hanno a che fare.

Ora, non è indifferente constatare che la combriccola formata dagli esponenti della sinistra – in ordine di peso specifico nelle urne: Elly Schlein, Giuseppe Conte e la premiata ditta Nicola Fratoianni & Angelo Bonelli – si mostri al pubblico dietro una foto del terrorista palestinese Marwan Barghouti, attualmente detenuto in un carcere israeliano, chiedendone la liberazione. Innalzare la figura di un mandante di stragi di innocenti a martire della libertà è un atto politico chiaro ma al tempo stesso disgustoso.

Marwan Barghouti non è il “Mandela della Palestina” come certa retorica filo-islamista vorrebbe presentarlo all’opinione pubblica mondiale. Barghouti ha le mani sporche del sangue di innocenti civili israeliani. Vi sono stati gravi atti criminali per i quali i tribunali di uno Stato democratico qual è quello israeliano hanno accertato il coinvolgimento del terrorista nel ruolo di mandante delle stragi. Per tali massacri e per aver dato vita nel 2000, con la seconda Intifada, al gruppo terrorista denominato “Brigate dei Martiri di al-Aqsa” attivo in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, Barghouti è stato condannato a cinque ergastoli.

Nel sentire comune della società israeliana lui incarna........

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