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Matteo Renzi: fenomenologia del paria

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07.08.2026

Di tutta la girandola di personaggi che stanno animando la scena del centrosinistra in questa torrida estate italiana, colui che più degli altri ha solleticato la nostra curiosità – dal punto di vista antropologico – è Matteo Renzi. Vi domanderete perché. Semplice: è lui, con la sua spregiudicatezza da politicante mai pentito di esserlo, ad avere messo a nudo il vero fulcro del programma politico del campo largo. La missione storica che attende il centrosinistra, per Renzi, è riassumibile in tre righe, che sono le stesse consegnate a Giovanna Vitale che lo intervistato per La Repubblica: “Se ci dividiamo (a sinistra, ndr) consegniamo a Giorgia Meloni altri 5 anni di Palazzo Chigi e alla destra sovranista 7 anni di Quirinale. Sommati, equivalgono a dire: fine pena mai. Nessuno può consentire questo rischio”. Eccola la verità! Il problema non è aiutare gli italiani a stare meglio; non è individuare vie alternative a quelle proposte dal centrodestra per uscire indenni dalla fase di crisi che l’Occidente sta attraversando. E non sono i problemi spiccioli della gente comune: il carrello della spesa sempre più vuoto a causa dei rincari di tutti i generi di prima necessità e il costo della benzina alle stelle che verrebbe voglia di ritornare al cavallo e alle carrozze; non sono i salari che non crescono, determinando una dolorosa perdita di potere d’acquisto per le classi lavoratrici; non è la sicurezza della comunità nazionale messa a rischio dalla minaccia migratoria che resta sempre viva alle nostre porte, come ha drammaticamente dimostrato il recente caso di Ceuta.

Non è la delinquenza comune, che rende impraticabile la socialità nelle nostre città; non è la follia dell’ideologia green che sta picconando la stabilità del nostro apparato industriale. Niente di tutto questo ha valore. L’unica cosa che davvero conta per Renzi è il potere per il potere. Nella sua visione, la missione del centrosinistra dovrebbe ridursi a impedire al centrodestra di confermarsi alla guida della nazione. L’obiettivo supremo per il campo largo? Assicurarsi un proprio uomo (o donna) al Quirinale, dopo la fine del mandato dell’attuale presidente. L’ipotesi che, un giorno, al Colle possa approdare un personaggio che non sia cresciuto nella “cantera” del Partito democratico è, per dirla con le parole di una canzone di Enrico Ruggeri, un concetto che il pensiero (di Renzi) non considera. Una rivelazione nelle........

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