Magistrati alla Glovo: indovina chi viene a cena
Non è un bel momento. Ci sono le notizie (pessime) che giungono dai fronti di guerra sparsi per il mondo. C'è Donald Trump che, stufo di vedere la Cina crescere militarmente dopo che ha preso il controllo economico di buona parte del pianeta, ha riavviato il programma di potenziamento del proprio arsenale nucleare .
In Italia , ci sono le canaglie dell'antagonismo sociale che hanno dichiarato guerra allo Stato, sotto l'occhio compiaciuto di una sinistra a cui il destino della nazione non frega nulla. Almeno non quanto importi loro la possibilità di abbattere il Governo di centrodestra con ogni mezzo , anche confondendo le acque della narrazione mediatica. Ci sono le toghe organizzate per il No al referendum sulla riforma della giustizia che le stanno provando tutte per intorbidare il clima politico a poche settimane dall'apertura delle urne. Ci sono gli antisemiti che sono usciti allo scoperto e non si fanno più scrupolo di mostrare nei fatti il loro radicato odio antiebraico. Ci sono i fans di Hamas che bloccano i porti col pretesto di solidarizzare con i palestinesi di Gaza vittime di un fantomatico genocidio perpetrato ai loro danni da una cattivissima Israele. C'è la signora Francesca Albanese da Ariano Irpino che straparla di lotta globale all'ultra capitalismo sfrenato e di Israele come nemico dell'umanità, ma questa non è una novità. Ci sono le vili carogne che puntualmente ogni 10 di febbraio – Giorno del Ricordo della tragedia delle foibe e della cacciata degli italiani dalle terre di Istria, Fiume e Dalmazia – fanno capolino sulla scena pubblica per ribadire l'infamia negazionista sostenuta per anni dai loro degni compari, i sanguinari comunisti jugoslavi, su una feroce pulizia etnica che – a loro dire, non sarebbe mai avvenuta.
E poi c’è la gente comune, cioè ci siamo noi umanità dolente col nostro carico di affanni quotidiani per risolvere i quali dobbiamo sbrigarcela da soli, senza aspettarci granché da chi questo Paese lo governa non solo dalle stanze della politica ma, soprattutto, dai palazzi del potere reale. E tra la gente comune, nell’inevitabile gerarchia delle condizioni sociali........
