Le guance da porgere? Articolo esaurito
Non è possibile continuare così. La nazione rischia di finire in fiamme per mano di una minoranza di organizzazioni terroristiche ˗ la galassia dell’antagonismo sociale ˗ che sta portando la democrazia alla paralisi. Lo Stato, che dovrebbe difendersi da chi lo attacca, non lo fa a dovere. Perché? A
voi sembra normale che, dalla Val di Susa alle piazze di Bologna, Torino, Milano e di tutte le principali città del Paese, le forze dell’ordine debbano starsene ferme a subire le violenze di queste bande organizzate senza reagire, senza rispondere con mano ferma? Che si chiamino black bloc, Askatasuna, maranza, antagonisti, anarchici-insurrezionalisti, No-Tav, pro-pal, No-Muos, non fa differenza alcuna: la violenza organizzata è, nella prassi delinquenziale, lo spartito dell’unica musica che gli italiani dovrebbero ascoltare.
Vi sembra giusto? È questo il mondo in cui abbiamo scelto di vivere? No, che non lo è. Allora come fare a risalire la china mortale su cui stiamo inesorabilmente scivolando? Come uscire dalla spirale di contraddizioni nella quale è precipitata la nostra idea di democrazia?
La domanda non è rivolta alla sinistra, alla quale non dispiace affatto la piega che ha assunto la protesta violenta in Italia. Piuttosto, ci rivolgiamo a quella schiera di onesti assertori dello Stato di diritto e dello spirito garantista.
Il nostro è un appello accorato: aiutateci a uscire dalla nostra patetica ignoranza. Già, perché è un nostro limite culturale ˗ di cui dobbiamo, con disdoro, farci carico ˗ non aver capito granché di cosa significhino i pur nobili principi del garantismo e dello Stato di diritto. Spiegatecelo. Ma con un’avvertenza: niente generici riferimenti a non precisati ideali ai quali ispirarsi. Dovete dirci quali illustri pensatori (Cesare........
