Giorgia Meloni: ricomincio da due
Giorgia Meloni sarà in Parlamento il prossimo 9 aprile per annunciare l’avvio della “fase 2” dell’azione di governo. Che dire? Alleluia. Segno che il tempo per l’elaborazione del lutto dopo la sconfitta referendaria si è esaurito e adesso ci si rimbocca le maniche per affrontare i problemi che angustiano la vita degli italiani. Siamo sollevati nell’apprendere che il Governo di centrodestra sia pronto a riprendere la navigazione, ma vogliamo essere chiari: non basta desiderare di rimettersi in mare dopo il naufragio vissuto. Occorre innanzitutto tracciare una rotta che deve indicare la destinazione che si intende raggiungere una volta lasciate le acque sicure del lettino dello psicanalista.
Qui non si tratta di scoprirsi “gattopardeschi”; di fare “ammuina” allo scopo di mostrare una dinamicità che, però, nella sostanza dei provvedimenti presi non porti a nulla di realmente efficace per il miglioramento della vita del popolo italiano. L’utilizzo della locuzione “fase 2” è mediaticamente suggestiva, rimanda alle imprese fantascientifiche di astronavi in corsa verso nuove orbite. Ma è anche un’arma a doppio taglio perché ci si può perdere nell’ignoto.
Fuori di metafora: per rilanciarsi, il Governo Meloni non deve cadere nell’errore del “vasto programma”. Ciò che serve è una lista composta di tre, massimo quattro cose da fare per portare la legislatura alla sua scadenza naturale. Quindi, niente miracoli ma si rimetta in funzione l’ufficio delle cose possibili.
Prima ancora, il Governo decida di non farsi portare a spasso dall’opposizione, che vorrebbe trasformare il racconto della guerra Usa-Israele-Iran in una telecronaca in stile tutto il calcio minuto per minuto. Per zittire le opposizioni che frignano su un’Italia che con Giorgia Meloni sarebbe divenuta succube di Donald Trump; un’Italia che non conterebbe nulla nel mondo, in Europa, nel Mediterraneo, e dove diavolo altro luogo dovrebbe contare, è sufficiente porre loro una domandina semplice-semplice: se fosse stati voi al nostro posto, cosa avreste fatto di diverso da ciò che abbiamo fatto noi?
Possiamo soltanto immaginare un Giuseppe Conte – lo stesso........
