Sicurezza e giustizia
Ci sono alcune cose che non si capiscono, sul caso Roggero, il gioielliere che ha sparato ai rapinatori del suo negozio, dopo averli rincorsi. A difenderlo c’è anche il governo. Ad essere a favore della condanna è l’opposizione. In questo scontro, nessuno fa la domanda più semplice: perché c’è una divaricazione politica su una questione giudiziaria di cronaca nera?
L’idea è che gli italiani non si sentono sicuri fino in fondo. Chi ha subito un reato patrimoniale, dal furto di un portafoglio, di una borsa, di una macchina, fino al furto in casa o addirittura alla rapina, sa che nella stragrande maggioranza dei casi non ci sarà alcuna indagine. I responsabili della Pubblica Sicurezza si trincerano dietro all’inutilità degli arresti, a fronte di leggi che lasciano i colpevoli liberi, anche dopo l’eventuale processo. In sostanza, dicono: perché rischiare o faticare se poi resteranno liberi?
Ma la sicurezza individuale e delle famiglie va a pallino, in questo modo. E questa insicurezza non è diversa quando si tratta di violenze o aggressioni sessuali. Pochi sono i colpevoli........
