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#Albait. Mondiali e Feste

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03.04.2026

Ci sono momenti nei quali i popoli trovano una sintesi. Quando gli interessi in gioco toccano i sentimenti, più che il portafoglio, il buon senso appare. Facciamo un viaggio spiazzante.

L’ITALIA FUORI DAI MONDIALI DI CALCIO

Jasmine Paolini, Federica Brignone, Sofia Goggia, Yannick Sinner o Kimi Antonelli non possono sanare la ferita. La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di Calcio, dopo i fallimenti di Ventura, Mancini, Spalletti, non ha colpito tanto il nuovo allenatore Gennaro Gattuso ma il presidente della Figc Gravina e il ministro dello Sport Abodi. Tornano visibili anche le freddezze tra Figc e Coni. Un tempo, il calcio sosteneva tutti gli altri sport. In parte è ancora così. Ma salta agli occhi che i risultati degli sport olimpici sono impressionanti, mentre il ricco indebitatissimo calcio relega l’Italia nei bassifondi.

L’Italia più concreta si sveglia davanti a questi dati e parla di professionismo, necessità di management vero, di necessità di interventi strutturali. Se avessimo avuto la stessa profondità di linguaggio e logica per i referendum, ora staremmo parlando di un Paese maturo abbastanza da metter mano all’inefficienza della magistratura. Abbiamo mancato la riforma della magistratura, ma affrontiamo la necessità storica della riduzione degli stranieri nelle squadre di calcio e l’aumento dei giovani campioni dei vivai nelle prime squadre.

Anche negli Usa il dibattito si accende. Non tanto per la guerra in Iran che Trump ha portato avanti senza alcuna strategia. Piuttosto per la costruzione della sala da ballo della Casa Bianca. Il National Trust for Historic Preservation ha infatti ottenuto il blocco dei lavori. Trump si è adirato. Covo........

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