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Belfast brucia

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11.06.2026

Non accennano a placarsi le proteste a Belfast dopo l’accoltellamento – avvenuto lunedì sera – di un tecnico radiologo 40enne del servizio sanitario pubblico, Stephen Ogilvie, da parte di un rifugiato sudanese, Hadi Alodid. Solo l’intervento sul posto di alcune persone ha permesso a Ogilvie di salvarsi la vita.

Martedì, diversi manifestanti sono scesi in piazza non solo a Belfast, ma anche a Londonderry, Antrim, Newtownabbey, Ballymena e Bangor. Mercoledì le proteste sono continuate anche a Coleraine e Derry, a Glasgow, in Scozia, e a Dublino, in Irlanda. Sempre mercoledì, dopo i disordini della serata precedente, erano stati sospesi i trasporti pubblici in tutta l’Irlanda del Nord, e alcune scuole e molti negozi nel centro di Belfast avevano chiuso in anticipo.

Il dato certo è che Stephen Ogilvie è stato ricoverato in gravi condizioni, con lesioni al volto (ha perso l’uso di un occhio), al collo e alla schiena. Hadi Alodid, invece, ieri si è presentato in tribunale dove è stato incriminato per tentato omicidio, possesso di armi in luogo pubblico e minacce di morte (c’è un video che ha ripreso tutta la scena). Per il momento Alodid rimane in carcere.

Il politicamente corretto ha subito imposto di gridare allo scandalo per le manifestazioni razziste, con attribuzioni di responsabilità a vari leader definiti di “estrema........

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