Putin e la guerra cognitiva della Russia
La guerra del XXI secolo non si combatte soltanto con i missili. Si combatte con le parole. Con le immagini. Con gli algoritmi. Con il dubbio. È una guerra che entra nelle nostre case senza chiedere permesso e che mira a conquistare non territori, ma coscienze.
La propaganda russa è uno degli strumenti più sofisticati di questa strategia. Il suo obiettivo non è convincere gli europei che il Cremlino abbia sempre ragione. Sarebbe un’ambizione irrealistica. L’obiettivo è molto più sottile e, proprio per questo, più efficace: insinuare che nessuno abbia davvero ragione. Che ogni fatto sia discutibile. Che ogni fonte sia manipolata. Che la verità non esista.
Quando la fiducia nelle istituzioni, nell’informazione e nella scienza viene sistematicamente erosa, le democrazie si indeboliscono dall’interno. È questo il vero successo della guerra cognitiva:........
