Mirela Brahimi, la solidarietà come modello di impresa
L’inclusione sociale non si costruisce solo attraverso le politiche pubbliche, ma anche grazie all’impegno quotidiano di chi sceglie di trasformare la solidarietà in un modello concreto di impresa. Dalla cura degli anziani all’assistenza delle persone con disabilità, fino all’accoglienza e all’integrazione dei migranti, il mondo delle RSA e dei centri di accoglienza rappresenta oggi uno dei pilastri del welfare italiano, chiamato a rispondere a bisogni sempre più complessi.
Ne parliamo con Mirela Brahimi, sociologa e imprenditrice sociale, che da anni opera nel settore delle residenze sanitarie assistenziali e dei centri di accoglienza, promuovendo un modello fondato sulla centralità della persona, sull’innovazione dei servizi e sulla costruzione di reti tra istituzioni, terzo settore e comunità. Un confronto sul presente e sul futuro dell’assistenza, dell’inclusione e dell’imprenditoria sociale, in un momento storico in cui prendersi cura delle fragilità significa investire nella qualità della nostra società.
Lei è sociologa e imprenditrice sociale. Come è nato il suo percorso professionale e quali esperienze l’hanno portata a dedicarsi ai servizi per le persone più fragili?
Il mio percorso nasce dalla convinzione che una società si misuri dalla capacità di prendersi cura delle persone più vulnerabili. La formazione in sociologia mi ha permesso di comprendere le dinamiche sociali e i bisogni delle comunità, mentre il lavoro sul campo mi ha insegnato che dietro ogni numero c’è una storia, una........
