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Errori sulla scena del crimine: quando un dettaglio compromette la verità

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11.05.2026

La scena del crimine rappresenta un sistema irripetibile di informazioni fisiche, biologiche e ambientali, all’interno del quale ogni elemento assume un potenziale valore probatorio. La disposizione degli oggetti, la distribuzione delle tracce ematiche, la presenza di residui biologici, impronte, fibre o microframmenti costituiscono componenti di un equilibrio estremamente fragile, destinato a modificarsi irreversibilmente con il semplice accesso umano all’area. In ambito criminalistico, la compromissione della scena non coincide esclusivamente con la distruzione materiale della prova, ma comprende qualsiasi alterazione capace di incidere sull’autenticità, sull’integrità e sulla leggibilità delle tracce. È proprio nelle prime fasi operative che si concentra il rischio maggiore: i minuti immediatamente successivi all’intervento dei primi soccorritori e degli operatori di polizia rappresentano il punto più vulnerabile dell’intero processo investigativo. La contaminazione costituisce una delle principali criticità forensi e può verificarsi in forma primaria o secondaria.

La contaminazione primaria si manifesta quando la scena viene alterata prima della completa messa in sicurezza e della delimitazione dell’area. Personale sanitario, forze dell’ordine, vigili del fuoco o soggetti civili possono introdurre involontariamente elementi estranei attraverso il contatto diretto con superfici, oggetti o fluidi biologici. L’assenza o l’utilizzo improprio dei dispositivi di protezione individuale determina frequentemente sovrapposizioni di impronte papillari, dispersione di fibre tessili, trasferimenti di Dna secondario e modificazioni dei pattern ematici. In particolare, nell’ambito della Bloodstain Pattern Analysis, anche una minima alterazione geometrica di una traccia può compromettere la lettura vettoriale degli schizzi e,........

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