La musica a pezzi
Ciascuno ha i suoi motivi, i suoi brani, le sue immagini, le sue sculture, i suoi panorami. Vengono alla mente in maniera casuale. Uno sta seduto, e, improvvisamente, ricorda l’Ottava Sinfonia di Franz Schubert. Lo ascolti, in te, quel brano che non sai capire: nostalgia di felicità vissuta, di felicità non vissuta, poi drammatizzazione, tumulto orchestrale, eccessi sonori, forse la volontà di reagire. Forse. E la ricaduta. Sconfitta? Quiete? Il momento della desolazione o rimpianto o ricordo ha spontaneità limpida, immediata. Nessun intervento, ispirazione sgorgante di fonte naturale. Tu la percepisci, la sgorghi in te, la risenti e sei felice di quella infelicità. Ecco, gli artisti del sentire: Franz Schubert, Fryderyk Chopin, Pyotr Ilyich Tchaikovsky, largitori di felicità nell’infelicità. E ti sembra che compongano senza comporre: ispirazione a getto e si limitano a sognare. La musica, la persona. Nessun intervento compositivo. Sorgente di montagna. Madre Natura. Artisti del sentimento, non concettuali. E non riusciamo a staccarci. È, più ascolti, più vuoi........
