Mostar, 28 gennaio 1994: quando il coraggio si fece scudo
Ci sono momenti nella storia in cui il confine tra il dovere professionale e l'eroismo puro scompare, lasciando spazio solo all’umanità più nuda e coraggiosa. Sono passati 32 anni da quel freddo mattino d’inverno a Mostar, una delle città simbolo della guerra dell’ex Jugoslavia: ma il ricordo di Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota e Dario D’Angelo non è solo una pagina di cronaca, è un battito cardiaco che ancora scuote la nostra coscienza collettiva.
Quei tre uomini non erano lì semplicemente per “fare un pezzo”. Erano a Mostar, nel quartiere est martoriato dalle granate, per dare voce a chi non l’aveva più: i bambini rimasti senza famiglia, intrappolati negli scantinati tra la fame e il terrore.
L’ULTIMO ATTO: DIVENTARE SCUDO
Mentre la troupe della sede Rai........© L'Opinione delle Libertà
