menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Lo Stato allo specchio: il paradosso di Mori e la morale di Emiliano

7 0
09.05.2026

Esiste un’Italia che processa le intenzioni dei suoi servitori migliori e un’altra che assolve le “disattenzioni” dei suoi capipopolo. C’è una linea d’ombra, sottile e inquieta, che separa la caserma di un ufficiale del Ros dal salotto di una sorella di un boss, eppure la bilancia della giustizia − e quella ancor più spietata dell’opinione pubblica − sembra pesare i grammi con bilancini truccati.

Per vent’anni, il Generale Mario Mori e il Colonnello Giuseppe De Donno sono stati i paria della Repubblica. Accusati di un’eresia giuridica chiamata “Trattativa Stato-Mafia”, sono stati trascinati nel fango per aver osato fare il loro mestiere: infiltrare, capire, fermare il sangue delle stragi. La loro colpa? Aver parlato con Vito Ciancimino non per spartirsi il bottino, ma per scardinare il muro di gomma di Cosa Nostra e consegnare alla giustizia i macellai di Capaci e Via D’Amelio. Vent’anni di gogna, di carriere spezzate e di titoli cubitali che li dipingevano come collusi, finché nell’aprile del 2023 la Cassazione ha messo il sigillo finale: assolti. Non........

© L'Opinione delle Libertà