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Lo Stato alla gogna: la vicenda di Bruno Contrada

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20.03.2026

La scomparsa di Bruno Contrada non è solo il capitolo finale di una vita biologica; è la chiusura di un faldone giudiziario e umano che rappresenta una delle ferite più profonde, infette e mai rimarginate della storia repubblicana. Parlare di Contrada significa immergersi in un oceano di “veleni bianchi”, in quei 15 miliardi di sospetti, soffiate e tradimenti che hanno trasformato un pilastro della lotta alla mafia in un paria delle istituzioni. ​La sua vicenda non è un semplice errore giudiziario: è un caso di tortura istituzionale legalizzata, un cortocircuito dove il diritto è stato piegato fino a spezzarsi.

​IL CORPO DELLE ACCUSE: UN CASTELLO DI OMBRE

​Per anni, Bruno Contrada è stato il volto della Polizia a Palermo, l’uomo che conosceva ogni respiro di Cosa Nostra. Poi, l’abisso. Le accuse di concorso esterno in associazione mafiosa lo hanno trascinato dal vertice del Sisde a una cella. Ma cosa c’era dietro quel fango? Le dichiarazioni dei pentiti si........

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