Il peso di una divisa: quando l’indignazione diventa selettiva
C’è un’immagine che arriva da Torino e che dovrebbe togliere il sonno a chiunque creda ancora nella democrazia. Non è un manifesto politico, non è uno slogan: è un uomo a terra. Si chiama Alessandro Calista, è un poliziotto, e in quel momento la sua unica colpa è stata quella di restare isolato. Attorno a lui, il caos. Sopra di lui, la violenza cieca di chi ha trasformato il dissenso in pestaggio. Ma c’è qualcosa di ancora più doloroso dei calci e dei pugni: è il silenzio a geometria variabile che ne è seguito.
IL GIOCO SPORCO DEL “SI, PERÒ...”
Se la vittima non appartiene alla categoria “giusta”, l’indignazione si ferma, prende tempo, diventa prudente. Inizia quel gioco sporco del “sì, però...”, quel tentativo meschino di cercare una cornice ideologica che possa, in qualche modo, rendere........
