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Addio al Comandante Alfa, il mito che fece la storia d’Italia

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21.07.2026

​Ci sono uomini che vivono nell’ombra non per nascondersi, ma per proteggerci. Uomini che rinunciano al proprio volto affinché il Paese possa mantenere il suo. Il Comandante Alfa, cofondatore del Gis (Gruppo di Intervento Speciale) dell’Arma dei Carabinieri, era uno di questi. Se n’è andato così com’è vissuto: in silenzio, con quella discrezione assoluta e quell’autorevolezza innata che lo hanno reso leggenda prima ancora che la storia si accorgesse di lui.

​La sua scomparsa lascia un vuoto immenso, ma ci consegna il dovere morale di onorare un’eredità che merita, di diritto, di essere studiata nei libri di storia contemporanea e nelle scuole italiane. Perché parlare del Comandante Alfa non significa solo celebrare un militare straordinario, ma raccontare la parte migliore e più eroica delle nostre istituzioni.

L’EPICA DI TRANI: LA NOTTE IN CUI NACQUE IL MITO DEL GIS

​Per comprendere l’impronta indelebile lasciata dal Comandante Alfa, bisogna fare un salto indietro nel tempo, fino al dicembre del 1980. L’Italia era nel pieno degli Anni di piombo, un periodo buio, lacerato dal terrorismo. Nel supercarcere di Trani scoppiò una delle rivolte più feroci della storia penitenziaria italiana: i detenuti politici, appartenenti alle Brigate Rosse e ad altri gruppi eversivi, presero il controllo della struttura, sequestrando diversi agenti di custodia e minacciando di ucciderli.

​La tensione era alle........

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